Mag182009
Fuoco a Casapound: quest'intimidazione non ci demoralizza
Lamezia Terme - «Nella notte è stato
dato fuoco alla serranda esterna dei nostri locali. Solo un fortunato
caso ha voluto che le fiamme non si propagassero a tutto lo stabile,
evitando una tragedia, in quanto i nostri locali sono situati i pieno
centro cittadino, in piazza San Giovanni 17, una zona abitata da
numerose famiglie e dove sorgono diverse attività economiche». A
parlare così è Mimmo Gianturco, responsabile dell'associazione
"Casapound" in Calabria, e lo fa riferendosi a un atto violento
compiuto nella notte tra sabato e domenica all'ingresso della sede
sociale: qualcuno ha incendiato qualcosa sul pavimento, ma il fuoco non
si è propagato per cui i danni materiali non sono ingenti.
«A questo folle gesto», prosegue Gianturco, «non sappiamo dare una spiegazione, né tanto meno un senso, se non quello prettamente intimidatorio. Non vogliamo neanche immaginare cosa sarebbe accaduto se all'interno del locale ci fossero stati i nostri ragazzi del "Blocco studentesco", come spesso avviene. Nella nostra sede infatti abbiamo dato loro uno spazio aggregativo, che sicuramente li allontana da altre vie pericolose della nostra città».
«A questo folle gesto», prosegue Gianturco, «non sappiamo dare una spiegazione, né tanto meno un senso, se non quello prettamente intimidatorio. Non vogliamo neanche immaginare cosa sarebbe accaduto se all'interno del locale ci fossero stati i nostri ragazzi del "Blocco studentesco", come spesso avviene. Nella nostra sede infatti abbiamo dato loro uno spazio aggregativo, che sicuramente li allontana da altre vie pericolose della nostra città».
«Questo atto intimidatorio», conclude il responsabile di Cpi
Calabria, «crediamo sia scaturito dalle nostre attività sia cittadine
che nazionali, dalla capacità che abbiamo dimostrato di far sentire la
nostra presenza sul territorio. Un gesto che però non ci fermerà né ci
demoralizzerà, e che anzi ci dimostra che stiamo andando nella
direzione giusta, dando evidentemente fastidio a chi nelle nostre
attività ed idee vede un pericolo per i propri interessi personali».
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