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Mag012009

01:23:35
la polizia spara all'auto del candidato sindaco
Reggio Emilia, 30 aprile 2009. IL FRAGORE degli spari squarcia il silenzio di una notte come tante a Reggio. È da pochi minuti passata l’una di notte quando in via Montefiorino si assiste a una scena che richiama in parte quelle proprie di altri tristi anni passati. Un equipaggio della Digos della polizia reggiana, impegnato nei controlli degli obiettivi sensibili in città, si trova davanti alla sede di Casa Pound, ovvero la libreria “Gabriele D’Annunzio” di via Montefiorino 10/h.

GLI AGENTI notano un’auto che si ferma nei pressi dell’ingresso e da cui scendono tre giovani travisati dai cappucci delle loro felpe. Dagli zaini tirano fuori delle bombolette di vernice e si mettono a scrivere sul muro a sinistra dell’ingresso del centro di aggregazioni dei giovani di estrema destra. In un istante compare questa scritta: “28 aprile, ieri come oggi”. (Il significato rimanda al giorno in cui venne fucilato Benito Mussolini a Giulino di Mezzegra nel Comasco).
Così i poliziotti decidono di intervenire e di andare a identificare gli autori dell’imbrattamento. E qui succede quello che non poteva essere previsto.
La polizia racconta che, una volta avvicinati, i giovani tentano di scappare infilandosi in auto. Nella manovra, però, un agente di polizia rimane contuso lievemente a un ginocchio. Ed è proprio quest’ultimo a tirare fuori la pistola dalla fondina e a fare fuoco, da distanza ravvicinata, alla gomma anteriore destra del veicolo. Interrompendo così la fuga.

MOMENTI di concitazione: i tre ragazzi, due hanno 20 anni e il terzo, il candidato sindaco dei Carc (Comitati di appoggio alla resistenza comunista), Mattia Cavatorti di un anno più anziano, vengono caricati nell’auto della polizia e portati in questura.
Ci sono rimasti tutta la notte: gli agenti coordinati dal dirigente della Digos Lucio Di Cicco hanno redatto tutti i verbali per i reati a loro carico: resistenza, travisamento e imbrattamento.

VERSO le 7, poi, sempre agenti di polizia perquisiscono le abitazioni dei tre giovani sequestrando del materiale relativo alla attività di propaganda politica del loro gruppo di appartenenza. Vista la non pericolosità dei soggetti (nessuno ha precedenti) e del reato commesso, la polizia, di concerto con il sostituto procuratore Luca Guerzoni titolare dell’inchiesta, hanno deciso non per l’arresto ma per una denuncia a piede libero.

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